Grande partecipazione alla tavola rotonda
organizzata in collaborazione con l’Osservatorio Allestimenti by Prostand srl
Al centro dell’incontro le nuove tecnologie per trasformare i rifiuti in risorse strategiche, ridurre la dipendenza dai mercati esteri e sostenere la transizione ecologica.
Trasformare ciò che oggi consideriamo un rifiuto in una risorsa preziosa per l’industria di domani. È questa la sfida al centro della tavola rotonda “Miniere Urbane: recuperare Terre Rare e materie prime”, organizzata dal Tecnopolo di Rimini, in collaborazione con l’Osservatorio Allestimenti by Prostand – Exhibition Solutions, che si è svolta ieri, martedì 3 novembre, in occasione della giornata inaugurale di Ecomondo 2026, alla Fiera di Rimini.
La crescente domanda di materie prime critiche, come litio e cobalto, e di terre rare, tra cui il neodimio, sta infatti ponendo nuove sfide al sistema produttivo europeo. Si tratta di materiali indispensabili per numerose tecnologie strategiche, dalle batterie per i veicoli elettrici ai dispositivi elettronici, fino ai magneti permanenti utilizzati anche nelle turbine eoliche e in altre applicazioni legate alle energie rinnovabili.
La loro disponibilità rappresenta oggi una questione cruciale. L’approvvigionamento e la lavorazione di molte di queste materie sono infatti concentrati in Paesi extraeuropei, una condizione che espone le imprese a rischi legati alle tensioni geopolitiche, alle oscillazioni dei prezzi e alla sicurezza delle catene di fornitura.
Da qui nasce l’importanza delle cosiddette “miniere urbane”: un modello di economia circolare che punta a recuperare materiali di elevato valore da prodotti e componenti giunti a fine vita, come schede elettroniche, batterie, magneti e apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Una prospettiva che incontra l’interesse dell’Osservatorio Allestimenti by Prostand, azienda che opera da trent’anni nel settore dell’architettura temporanea. Alla breve durata degli allestimenti fieristici corrisponde una lunga vita sia dei materiali che li compongono che delle tecnologie luci, audio, video presenti in ogni spazio espositivo. Prolungarne la vita e favorirne il recupero significa occuparsi anche delle materie prime critiche.
L’obiettivo è sviluppare tecnologie capaci di estrarre, separare e valorizzare queste risorse, reintroducendole nei cicli produttivi. Un processo che può contribuire a ridurre l’impatto ambientale delle attività estrattive, contenere il fabbisogno di materie prime vergini e rafforzare l’autonomia industriale europea.
Un ruolo importante in questa sfida è svolto proprio dalla ricerca sviluppata all’interno del Tecnopolo di Rimini, dove opera il CIRI FRAME, il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale dell’Università di Bologna dedicato alle fonti rinnovabili, all’ambiente, al mare e all’energia.
Di questo ne hanno parlato Alfredo Rosini di Gruppo Iren e Luca Ciacci Professore Associato del Dipartimento di Chimica Industriale Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Presso il Tecnopolo di Rimini, i ricercatori del CIRI FRAME dell’Università di Bologna – Luca Ciacci, Ivano Vassura e Fabrizio Passarini – lavorano proprio allo sviluppo di tecnologie applicabili ai processi industriali per il recupero e la valorizzazione delle materie prime critiche. Hanno coordinato il Workshop Gabriella De Girolamo – Responsabile Marketing Prostand- e Lorenzo Succi -Manager del Tecnopolo di Rimini.
A confermare l’interesse crescente verso questi temi è stata anche la straordinaria partecipazione alla tavola rotonda, con una sala gremita e una presenza di pubblico superiore alle aspettative degli organizzatori.
“La grande partecipazione a questo incontro dimostra quanto il tema delle materie prime critiche sia ormai centrale non soltanto per la ricerca, ma anche per il futuro delle nostre imprese”, è stato sottolineato nel corso dell’iniziativa da Lorenzo Succi, direttore Uni.Rimini. “All’interno del Tecnopolo di Rimini possiamo contare su ricercatori di grande competenza, impegnati non soltanto nella ricerca scientifica, ma soprattutto nello sviluppo di tecnologie applicabili ai processi industriali. L’obiettivo è trasformare gli scarti in nuove risorse, recuperando materiali strategici che possono essere riutilizzati dalle aziende del territorio e su scala nazionale. È una sfida ambientale, ma anche economica e geopolitica, perché significa ridurre la nostra dipendenza dall’estero e costruire nuove opportunità di sviluppo”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche alla Fiera di Rimini per la collaborazione nell’organizzazione dell’incontro, ospitato all’interno di Ecomondo, manifestazione che rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla green economy e all’economia circolare.
La tavola rotonda ha così ribadito il valore della collaborazione tra università, ricerca e imprese, evidenziando come l’innovazione tecnologica possa diventare uno strumento concreto per affrontare alcune delle principali sfide della transizione ecologica.
Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: le miniere del futuro non saranno soltanto nel sottosuolo, ma anche nei prodotti che ogni giorno utilizziamo e scartiamo. Imparare a recuperarne il valore significa trasformare un problema ambientale in un’opportunità industriale, contribuendo a costruire un’economia più circolare, competitiva e indipendente.
Il prossimo appuntamento in programma a Ecomondo con Tecnopolo è: GREENTECH A CONFRONTO
Innovazione e sostenibilità tra Catalogna ed Emilia-Romagna
6 novembre 2026 – ore 10.30 Padiglione D6 – Sala Orchidea
Un incontro dedicato all’innovazione e alla sostenibilità, con la presentazione di imprese innovative catalane e di aziende che collaborano con Tecnopolo Rimini.

