La candidatura al censimento “Luoghi del Cuore” del FAI si inserisce nel percorso di recupero avviato da tempo dalla Diocesi di Rimini per restituire alla comunità uno dei luoghi più antichi, affascinanti e ricchi di storia del territorio
C’è un luogo, sulla prima collina di Rimini, che custodisce una parte importante della storia della città e della sua comunità. È San Lorenzo a Monte, sul colle di Covignano: un antico complesso ecclesiale che da secoli intreccia fede, arte, archeologia, cultura e tradizioni locali.
Chiuso dal 2004, il complesso parrocchiale non ha però mai smesso di essere al centro dell’attenzione della Parrocchia e della Diocesi di Rimini, che da tempo stanno lavorando per avviare un concreto percorso di recupero e valorizzazione. Un cammino che oggi trova nella candidatura a “Luogo del Cuore” del FAI, promossa dalla Delegazione FAI di Rimini, una nuova occasione per riportare San Lorenzo a Monte all’attenzione della città e per costruire intorno a questo patrimonio una prospettiva di futuro.
Un patrimonio che racconta la storia di Rimini
San Lorenzo a Monte è uno dei luoghi più antichi e suggestivi del territorio riminese. Le sue origini risalgono alla tarda antichità. Il complesso conserva inoltre tracce della lunga storia cristiana: un’abside decorata con tessere dorate, un battistero, centinaia di sepolture appartenenti a epoche diverse, di cui una con un corpo mummificato.
La Pieve di San Lorenzo esisteva già prima del Mille e il suo territorio, nel corso dei secoli, fu legato alle famiglie più importanti della comunità riminese. Un patrimonio che non appartiene dunque soltanto alla storia della Chiesa, ma alla storia civile e culturale dell’intero territorio.
Il percorso di recupero: dalla facciata al tetto
È dentro questa consapevolezza che la Parrocchia e la Diocesi di Rimini hanno intrapreso, insieme a un gruppo di lavoro che coinvolge adArte srl e Studio A di Rimini, un percorso di recupero del complesso, in accordo con la Soprintendenza.
Un primo intervento concreto ha riguardato la facciata della chiesa e la copertura. Grazie all’adesione a un bando regionale dedicato all’architettura rurale, sostenuto da fondi PNRR, sono stati investiti 187 mila euro per gli interventi più urgenti sull’edificio.
Si è trattato di un passaggio fondamentale: prima ancora di immaginare una nuova vita per San Lorenzo a Monte, era necessario mettere in sicurezza e preservare quanto ancora poteva essere salvato. Il recupero, tuttavia, non si è fermato all’intervento edilizio.
Una nuova soglia: il portale dedicato a San Lorenzo
Alla cura della struttura si è aggiunta una significativa esperienza di partecipazione della comunità. Grazie a una campagna di crowdfunding, con una raccolta di 15 mila euro sostenuta anche da Banca Malatestiana, è stato possibile realizzare una nuova porta monumentale in metallo sulla scala di accesso alla Pieve.
Il portale, progettato dallo Studio A dell’architetto Alessandra Dallari, è stato concepito non soltanto come elemento architettonico, ma come un’opera capace di raccontare il significato stesso della rinascita di San Lorenzo.
Il progetto si è ispirato alla poesia “X agosto” di Giovanni Pascoli, alla notte di San Lorenzo e allo sciame meteorico delle Perseidi, ma anche alla vicenda del martirio del santo, evocata attraverso il richiamo alla graticola.
“La nuova porta è diventata così una vera e propria soglia: – fa notare l’economo della Diocesi di Rimini, don Danilo Manduchi – un passaggio fisico dal giardino al sagrato, ma anche un simbolo dell’ingresso in una nuova stagione per il complesso.”
Il portale è stato inaugurato il 28 novembre 2025. Un momento importante, che ha segnato un primo risultato visibile di un percorso ancora lungo.
Una rinascita appena iniziata
Il recupero di San Lorenzo a Monte è, però, solo all’inizio.
L’obiettivo della Diocesi e dei soggetti coinvolti nel progetto è immaginare per questo luogo una nuova funzione, capace di tenere insieme la sua dimensione spirituale e la straordinaria ricchezza storica, archeologica e artistica che custodisce.
L’ambizione è quella di fare di San Lorenzo un luogo vivo: uno spazio di cultura, ricerca, incontro e formazione, nel quale possano trovare posto anche attività legate all’archeologia e al restauro dei beni artistici.
San Lorenzo si trova inoltre lungo un territorio legato ai percorsi francescani, e potrebbe diventare una tappa significativa del cammino da Rimini a La Verna, rafforzando il legame fra patrimonio spirituale, paesaggio, cultura e turismo lento.
Un investimento per il patrimonio, ma anche per il futuro
La Diocesi di Rimini considera il recupero di San Lorenzo a Monte un impegno destinato a proseguire nel tempo. Alle risorse attivate attraverso il bando regionale e ai fondi raccolti con il crowdfunding si aggiunge infatti l’investimento diretto della Diocesi, che ha già sostenuto e continua a sostenere economicamente il percorso di recupero del complesso. L’obiettivo non è soltanto conservare un edificio storico, ma creare le condizioni perché San Lorenzo possa diventare un luogo capace di produrre conoscenza, formazione e nuove professionalità.
“La Diocesi ha scelto di investire e continuerà a investire su San Lorenzo a Monte perché siamo convinti che recuperare questo luogo significhi investire nel patrimonio della nostra comunità, ma anche nel futuro. – sottolinea don Danilo Manduchi, economo della Diocesi di Rimini – Non vogliamo limitarci a restaurare delle mura: immaginiamo un luogo nel quale la ricerca archeologica, il restauro e la valorizzazione dei beni culturali possano diventare anche una fucina di professionalità per giovani archeologi, restauratori e operatori della cultura. San Lorenzo può così diventare un luogo capace di generare competenze, occasioni di formazione e, in prospettiva, anche nuove opportunità di lavoro. È una sfida impegnativa, che richiederà ulteriori risorse e la collaborazione di molti, ma riteniamo che questo patrimonio abbia tutte le caratteristiche per diventare una risorsa culturale e sociale per Rimini”.
Riscoprire San Lorenzo significa far conoscere ciò che conserva e creare le condizioni perché questo patrimonio possa tornare a essere vissuto e condiviso.
La candidatura a “Luogo del Cuore” del FAI rappresenta, in questo senso, un nuovo passo. Il voto può contribuire a riportare l’attenzione su un bene che racconta la storia di Rimini attraverso molti secoli e che, proprio per la sua unicità, merita di essere conosciuto, studiato e valorizzato.
“Candidare il Complesso Ecclesiale di San Lorenzo a Monte tra «I Luoghi del Cuore» del FAI significa prenderci cura della nostra storia. – dichiara il Capo Delegazione FAI Rimini, Marco Moretti – Questo luogo custodisce radici millenarie e un patrimonio storico, artistico e religioso di grande valore. È un bene prezioso per Rimini, profondamente legato all’identità della nostra comunità.
Come Delegazione FAI di Rimini abbiamo promosso questa raccolta voti per farlo conoscere e valorizzare. La candidatura è un’occasione per unire cittadini, associazioni e istituzioni attorno a un impegno condiviso. Invitiamo tutti a votare San Lorenzo a Monte: ogni voto può dare forza alla candidatura e richiamare attenzione sul futuro del complesso. Utilizziamo il sito del FAI e condividiamo sui social la campagna e le indicazioni per partecipare. Insieme possiamo trasformare l’affetto per San Lorenzo a Monte in un impegno concreto per il suo futuro”.
La soglia è stata riaperta. Ora il cammino continua: con l’impegno della Diocesi, il coinvolgimento della comunità e la volontà di trasformare un patrimonio del passato in una risorsa per il futuro.


